Nelle commissioni mediche incaricate di giudicare sulle richieste di suicidio assistito c’è lo psicologo ma non il prete. Il quale, se non è un donnabbondio, potrebbe utilmente spiegare all’aspirante sucida che dall’altra parte non c’è affatto il Nulla in cui non si soffre più…
grazie a: mario tavino



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