Il film “L’esorcista-Il credente”: risparmiatevi i soldi. Rito misto catto-protestant-voodoo. Ci mancava solo il rabbino…
IMPRESSIONE
Ho l’impressione che Israele e Usa, al solito, si siano assicurati la neutralità di Ryad per risolvere a modo loro il problema mediorientale, Iran compreso. Boh, stiamo alla finestra…
SINAGOGA
La commemorazione dell’attentato alla sinagoga di Roma. Sulla lapide c’è scritto “…vittime dell’odio antisemita”. Come se i terroristi palestinesi, autori, non fossero stati semiti pure loro…
JUNCKER
«Spiegava Jean-Claude Juncker, lo ricordate, l’ultralcoolico predecessore della Baronessa Ursula: “Gli imponiamo una misura iniziale e vediamo come reagiscono; se non reagiscono, aumentiamo la pressione fino a raggiungere un risultato irreversibile. Poi passiamo alla nuova misura”» (M. Del Papa, 8.10.23).
POIROT
Ho visto in anteprima il celebrato film di Kenneth Branagh, “Assassinio a Venezia”, con lui che fa Poirot. A parte il fatto che, nello stile dell’altrettanto celebrata Agatha Christie, il lettore viene spiazzato da un finale in cui esce il coniglio dal cappello. Cioè, all’ultimo momento spunta un particolare che spiega tutto, ma che il lettore non poteva sapere. Per cui, è inutile scervellarsi durante la lettura o visione. Nel film c’è Riccardo Scamarcio che fa il commissario, ma il meglio è questo: i bambini veneziani festeggiano Halloween nel 1947! Ma per favore…
FOSSE
Jon Fosse, premio Nobel per la letteratura, è un convertito al cattolicesimo. In Norvegia, sua patria, i cattolici sono quattro gatti. Della Scandinavia un altro Nobel per la letteratura fu Sigrid Unset, pure lei convertita al cattolicesimo. Da notare che si tratta di gente che si è convertita ragionando. Pochi ma buoni.
Grazie a: jacques-antoine fierz.
UNGHERIA
Il ministro degli esteri ungherese, Peter Szijjarto: «Quando un politico patriottico o una famiglia politica che mette al primo posto gli interessi nazionali e si oppone alla corrente liberal di Bruxelles vince le elezioni o almeno ha la possibilità di partecipare alle elezioni, Bruxelles inizia immediatamente a esercitare pressioni, attacchi ed etichette (…); quando la guerra non è in Europa, l’Unione Europea, guardando dall’alto con superiorità morale, invita le parti alla pace, sostiene i negoziati e la fine immediata della violenza, ma quando c’è una guerra in Europa, l’Unione Europea fomenta il conflitto, fornisce armi e chiunque parli di pace viene immediatamente stigmatizzato (G. Gaiani, 5.10.23).
Grazie a: patrizia rizza-davide antonio carubelli
DANIMARCA
Tra gli anni 60 e 70 il governo danese dimezzò la popolazione della Groenlandia sterilizzando a loro insaputa le donne Inuit (eschimesi). Oggi le superstiti, una settantina, chiedono un risarcimento (IlFattoQuotidiano, 3.10.23).


