“Dal 2018 in poi, il governo israeliano autorizzò trasferimenti mensili verso Gaza di decine di milioni di dollari, veicolati da Qatar come aiuti per salari di dipendenti pubblici, carburante, servizi sociali, infrastrutture  (…) con l’obiettivo dichiarato di stabilizzare Gaza, mitigare proteste, e mantenere sotto controllo la situazione al confine. Ma (…) la strategia aveva un rovescio: liberando Hamas dall’onere di fornire servizi civili — istruzione, sanità, salari pubblici — i fondi esterni poterono “liberare risorse proprie” dell’organizzazione — potenzialmente utilizzabili per armamenti, logistica, potenziamento militare” (G. Galletti, 7.12.25).