Maggio 2010

TOVINI

“Educazione, economia, società: l’esempio del Beato Tovini, modello per il laicato cattolico del nostro tempo”.
Incontro con Rino Cammilleri, scrittore, studioso e saggista
2010-05-19
Dalle ore 21.00
La serata, organizzata dalla Fondazione Enzo Peserico, sarà dedicata alla straordinaria attualità della figura del Beato Giuseppe Tovini (1841-1897) avvocato, padre di famiglia, fondatore di scuole ed istituti di credito, infaticabile protagonista del movimento cattolico in Italia.

Sala Audiovisivi – Faes-Argonne – Via M. Gioia 42 – Milano

Per informazioni: fondazioneenzopeserico@yahoo.it
Tel. 345 2158429

VALLI

Copio l’incipit di una recensione (a «Indagine sul cristianesimo», di Francesco Agnoli, Piemme) di Aldo Maria Valli comparsa su «Il Foglio» del 7 maggio 2010: «Come si sa, un metodo rapido e infallibile per apparire illuminati progressisti politicamente molto corretti nonché aperti, lungimiranti, antidogmatici e amabilmente tolleranti è quello di sparare sul cristianesimo, sulla Chiesa cattolica e sul Papa. Il successo è assicurato. In una cultura come la nostra, nella quale, per dire, se ti permetti di formulare un giudizio anche vagamente critico verso l’islam ti ritrovi automaticamente iscritto nel club dei reietti, parlar male del cristiano e del cattolico non solo è possibile, ma vivamente consigliato. La patente di libero pensatore è garantita. E poco importa che dal punto di vista storico ciò che tu dici sia insostenibile, condito di falsità e leggende. Nella società dell’immagine non c’è tempo per la storia, e approfondire è attività considerata poco compatibile con l’apparire. Ciò che conta è come tu ti presenti. E se vuoi essere à la page devi attrezzarti: prova a buttare là una battuta contro Benedetto XVI, fai un accenno ai preti che insidiano i bambini, ricorda che la Chiesa è sempre stata un’istituzione retrograda, innalza un inno alla liberazione sessuale. Vedrai, non te ne pentirai».

CRISI

Riflettendo sul caso dell’infermiera napoletana morta dopo un singolare “sciopero del salasso” per protesta contro l’amministrazione che, a corto di denari, non le pagava lo stipendio da mesi. Eh, la crisi c’è ed è globale. E viene giusto dopo un altrettanto globale martellamento ateistico-edonistico. L’hanno messo pure sugli autobus: «Molto probabilmente Dio non esiste, goditi la vita». Tutto ciò è lievemente satanico, a ben pensarci. E’ tipico del patto col diavolo, infatti, restare scornati: gli vendi l’anima in cambio di golose promesse e poi non hai niente. Abbiamo attraversato il secolo in cui, in cambio della rinuncia a Dio, ci promettevano pane e lavoro. Com’è noto, chi ci ha creduto è rimasto senza Dio, senza pane e senza lavoro. Adesso si ricomincia. Già: solo Dio è gioiosamente vario. Il diavolo è lugubremente monotono.

SINDONE

Più volte mi sono espresso sulla Sindone ed è inutile che ci torni qui. Per me è il sudario di Cristo senza se e senza ma, la foto che Gesù ci ha lasciato della sua Morte e della sua Resurrezione, una foto tridimensionale, un ologramma che si svela man mano che l’uomo inventa nuovi marchingegni. E man mano che, in parallelo, perde la fede. Insomma, più scientista diventi e più la Sindone ti contraddice. Il bello di Dio è che è anche ironico. Per il resto, vi consiglio questo sito, dove c’è tutto: http://www.sacrasindone.135.it.

PANNELLA

Giacinto Pannella detto Marco compie ottant’anni e fa outing sulla sua bisessualità. Fatti suoi. Fatti nostri sono, però, i delitti familiari, di cui l’Italia ha il record europeo: uno ogni due giorni (notizia del 12 maggio 2010). La stragrande maggioranza dei casi riguarda coniugi divorziandi. Non di rado l’omicida fa strage anche dei figli e dei parenti prima di suicidarsi. Per vostra informazione, la regione più “divorziata” è il Piemonte, quella che più di tutte fa incetta di pillole abortive è la Toscana (la quale, coerentemente, vuol dare la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro). Questi gloriosi traguardi civili li dobbiamo a una vita di «lotte» del vecchio leone radicale. Conobbi la sua compagna di battaglie Adele Faccio durante una trasmissione televisiva, dietro le quinte della quale mi confidò che suo figlio (ebbene sì, ne aveva uno) era latitante in Francia per motivi ovviamente politici. Quando morì, recitai alcuni requiem perché, secondo il mio credo, ne aveva fortissimamente bisogno. Preghiamo dunque, prima che sia troppo tardi, per l’anima di Pannella.

GIORELLO

Su «Il Foglio» dell’1 maggio 2010 è apparsa una tavola rotonda condotta da Giuliano Ferrara sul libro di Piattelli Palmarini-Fodor che fa le pulci al darwinismo, libro molto recensito e fomite di polemiche. Ma non è di questo che voglio dire. Mi ha colpito la seguente affermazione di Giulio Giorello, filosofo molto mediatico che nella stessa tavola rotonda si definisce «darwinista». Ecco il passo: «Una spiegazione scientifica di un fenomeno può fare acqua. Ma cosa ci mettiamo al posto? Non è detto che dobbiamo invocare l’intervento di Dio. Prendiamo la teoria delle maree di Galileo, che lui riteneva essere la prova del movimento della terra e invece non lo era; all’epoca fu da alcuni respinta dicendo “Dio avrebbe potuto decidere altrimenti”. Poi una alternativa scientifica fu trovata con la teoria delle maree legata all’attrazione lunare. E’ passato del tempo, ma ci si è arrivati». Già: se il sottoscritto sbaglia un riferimento storico si scatena il web e si scomoda perfino Umberto Eco. Per Giorello, naturalmente, nessuno fa notare lo sfondone. La giusta risposta sulle maree era nota anche prima di Galileo, e fu Keplero a far osservare a quest’ultimo che sbagliava (Galileo lo mandò a quel paese in modo poco urbano). Inoltre, sarebbe interessante chiedere a Giorello da qual cilindro cava la frase «Dio avrebbe potuto decidere altrimenti» e chi l’avrebbe detta.