Ricevo dall’agenzia AbruzzoPress n. 309-2010 e trascrivo: “Spettacolare scenografia tridimensionale e nudo integrale della protagonista: così il regista e scenografo Enrico Castiglione, direttore artistico della sezione Musica e Danza di Taoarte, rinnova il capolavoro pucciniano che andrà in scena il 6 e 8 agosto nell’incomparabile scenario del Teatro Antico. La bellissima Francesca Patané apparirà completamente nuda insieme alle sue ancelle, folgorando Calaf, il tenore Dario Volonté. Una scelta estetica, non sensazionalistica. Ad indicare il processo di maturazione per l’eroina pucciniana, la cui ‘divina bellezza’ è prima fonte di morte e poi di salvezzaâ€. La scelta “non sensazionalistica†farà aumentare le vendite dei binocoli a Taormina, suppongo, ma il punto è un altro: credevo che il mondo della lirica fosse rimasto indenne da certi non-sensazionalismi. A quando, dunque, i tenori drogati e i baritoni-punk?
GHEDDO
Così ha scritto p. Pietro Ghedddo il 30 luglio 2010 in suo articolo su Zenit.org: “-L’unica speranza dei poveri è il socialismo- mi diceva il grande p. Davide Turoldo nel novembre 1973 a Torino, al congresso dei ‘Cristiani solidali con Vietnam, Laos e Cambogia’ (a cui ero stato invitato a dare la mia testimonianza su richiesta del card. Pellegrino). Non c’è da meravigliarsi perchè allora la cultura dominante in buona parte del mondo cattolico (e anche nelle associazioni giovanili) era questaâ€. Invece, adesso (dico io), non pochi tra i missionari e tra il giovane clero continuano con la solfa sessantottarda della “denuncia†e “protesta†e “rivendicazione†e “opzione per i poveri†e via sessantottando. Come faccio a saperlo? Eh, ricevo molta posta…
EGITTO
Cito l’agenzia Zenit del 27 luglio 2010: “I cattolici in Egitto hanno un’opportunità unica per costruire una chiesa in un Paese in cui i permessi appositi richiedono circa 30 anni e la firma del Presidenteâ€. Si tratta di un sobborgo di nuova costruzione. Ma è interessante il resto. In Egitto –stima l’agenzia- ci sono 8 o 10 milioni di cristiani. 8 o 10, chiedo io? La differenza non è di poco. Ho il sospetto che il regime non gradisca che i cristiani si contino. E poi dicono dell’Arabia Saudita (l’unico Paese al mondo col nome di una famiglia nella bandiera)… L’Egitto è pure una repubblica. Con un presidente a vita che lascia la presidenza al figlio. Mah, esportare la democrazia è meglio di niente, tuttavia bisognerebbe anche controllare che uso ne fanno. Quasi tutta l’Africa, per esempio, è democratica, ma vi hanno inventato la democrazia tribale. La Cina è democratica, l’India… L’ho detto e lo ripeto (da anni): prima si mandino i missionari (scortati dai soldati).
INTROVIGNE
Massimo Introvigne talvolta è spassoso. Per esempio, in un’intervista a “Il Giornale†del 12 luglio 2010 -nella quale ritiene improbabile che esista una specie di P3 massonica (a proposito dell’ennesimo arresto del faccendiere Carboni, già implicato nell’affare P2) e si dichiara convinto dell’estraneità della massoneria italiana- tra le altre cose (a cui rimando) ha detto: «Nell’800 lo scrittore siciliano Luigi Capuana diceva che era un bugia dire che tutti i massoni sono farabutti, ma che era vero invece che nel mondo tutti i farabutti sono massoni. Comunque, nell’essere sempre legata alle trame oscure, la massoneria italiana qualche colpa ce l’ha. Perché sin dalle sue origini, già all’epoca di Crispi, è stata coinvolta in scandali, delitti, storie di collusioni».
DOTE
In tutto il subcontinente indiano è drammatico il numero di infanticidi di neonate. Ora tale è pure schizzato, perché con la diagnosi prenatale si può conoscere in anticipo il sesso del nascituro, con impennata degli aborti selettivi. E il governo indiano si ritrova con 10 milioni di maschi in eccedenza. Il problema (anche nel Bangladesh) è la dote: le famiglie si indebitano e molte finiscono in miseria. Le mogli i cui genitori non riescono a saldare il debito dotale vengono maltrattate, talvolta uccise o sfigurate con l’acido. Anche nel famoso film “La città della gioia†(tratto da un fortunato bestseller) si vede un poveraccio che, con l’acqua fino al petto, tira il risciò per dotare le figlie.


