“…basta leggere quello che gli strateghi americani scrivono sui loro libri. Nei disegni statunitensi l’Europa va a tutti i costi separata dal blocco euroasiatico e già l’amministrazione Bush junior ha lavorato in questa direzione. L’invasione dell’Iraq è da leggere in questa chiave e non c’entra affatto il petrolio iracheno perché l’America galleggia sul petrolio e non va a fare la guerra per qualcosa che ha già in abbondanza. L’invasione dell’Iraq servì ad impedire che il controllo del Medio Oriente andasse ai cinesi in ascesa e soprattutto per tutelare il petrodollaro, impedendo la nascita di un petrol-euro. E’ già da allora, ma forse da molto prima, che gli Stati Uniti lavorano contro l’Europa, che cercava di avere buon rapporti con Russia, Cina e altri paesi fuori la sfera di controllo americana. (…) Il punto è che proprio questa marginalità dell’Europa ha prodotto classi dirigenti che si preoccupano di scrivere bellissime carte dei valori ma che non sanno fare politica» (intervista di P. Licciardi a A. Maddaluno esperto di Medioriente, 16.9.26).