D’estate sto in un posto prospiciente la strada detta del Sempione perché percorrendola si espatria. Giusto davanti a un semaforo che chiude una serie estenuante di curve. Al verde, visto l’unico rettilineo, le moto si scatenano con il consueto fracasso spaccatimpani. C’è un limite di velocità ma se ne sbattono. Dissuasori? Se chiedi al Comune ti dice che spetta all’Anas, la quale a sua volta può rimandarti a ulteriore ente e così via. Nel Medioevo i cittadini interessati si sarebbero accordati, tassati e provvedendo direttamente. Infatti, perché un calabrese avrebbe dovuto pagare per una strada su cui non sarebbe mai passato? Ma poi vennero i Lumi, che i giacobini applicarono a tutti e Napoleone estese a mezzo mondo. Con le cattive.
il blog di Rino Cammilleri



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