Antidoti

CENA

Ma l’Ultima Cena era un «seder» ebraico, cioè una cena pasquale? E allora perché l’hanno fatta di giovedì e non di venerdì? E perché non hanno bevuto le quattro coppe rituali di vino ma solo tre? Perché Gesù dice, infatti, che non berrà più il frutto della vite se non nel Regno? E quando sorbisce un po’ di aceto sulla croce, come si concilia? Se era una cena pasquale ebraica dov’era il piatto con l’agnello? E perché Gesù non pronuncia i discorsi previsti con domande-e-risposte? Queste e altre domande (con risposte) li trovate ne «I segreti dell’Ultima Cena. Gesù e le radici ebraiche dell’Eucaristia», di Brant Pitre (edizioni Il Timone, pp. 225, €. 22). Chiedetelo a info@iltimone.org. Molto interessante.

ZIZKA

-Ho visto, sottotitolato, un film su Jan Zizka, genio militare degli hussiti. Tanto per cambiare, storia romanzata degli inizi, con solita love story, poi fine e interminabili titoli di coda, dai quali apprendi chi era, cosa ha fatto e perché è famoso. Insomma, facevo prima a saltare il film. Ormai è una prassi nei film storici. Tanto vale smetterla e fare solo fiction…

‘UPAPA2

«Brandmüller ritiene che nell’attuale Collegio cardinalizio forse la maggioranza degli elettori non si conosca reciprocamente. E’ un problema grave, se si pensa che il Collegio sarà chiamato a eleggere il papa» (e due terzi dei cardinali devono la berretta a Bergoglio; ciò vuol dire che se non si conoscono tra loro però conoscono bene lui). «Per il prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede non si ha con la Praedicate Evangelium “un progresso dell’ecclesiologia, ma una palese contraddizione con i suoi principi fondamentali, se tutta la giurisdizione nella Chiesa è dedotta dal primato giurisdizionale del Papa”. Certo “una Chiesa totalmente fissata sul Papa era ed è sempre la caricatura dell’insegnamento cattolico”» (Rossoporopora.org, 7.11.22).

MARX

-Strategia del divide et impera, inventata da Marx (c.d. dialettizzazione dei contrasti- nb. prima inesistenti). Scegli una minoranza, la dichiari oppressa e la pompi in tutti i modi facendotene paladino. L’ipercoccola e l’impunità ti fanno diventare razzista anche se non ci pensavi proprio. Io, per esempio, adesso appena vedo negri in tv cambio canale a prescindere. Razzista? Diventato, grazie ai maestri della discordia.

-C’è uno che è fisso in tv e che prima, anche se di sinistra, era un giornalista serio. Si abbiglia vistoso e finto-eccentrico, balla, litiga tipo cortile. I casi sono due: o lo pagano bene o la voglia di comparire è diventata in lui patologica.

-Le aspiranti popstar fallite, produttrici di canzonette che nessuno pagherebbe per ascoltare, hanno trovato la quadra: le fanno eseguire in chiesa, dove tutti sono costretti a stare a sentirle.

DK

-Danimarca: «la premier Mette Fredericksen sta impostando la sua strategia “zero migranti”: “Primo punto: i richiedenti asilo saranno trasferiti in Ruanda. Punto secondo: i migranti che delinquono, dopo la condanna, saranno trasferiti in carceri del Kosovo, prese in affitto. Punto terzo: i permessi di soggiorno già concessi saranno ritirati agli immigrati provenienti da Paesi in cui la situazione è migliorata per la fine della guerra”» (N. Porro, 4.11.22). Ma è di sinistra, quindi ok. E pure il papa sta zitto, visto che l’accoglienza che gli interessa è solo quella itala.

-«Elettricità solo due ore al giorno, molti mendicanti, tanta disperazione» (R. Casadei, Tempi, 26,10,22). Povero Libano, così vicino alla Madonna ma anche ai musulmani.

‘UPAPA

-Un marcantonio africano sta da anni a chiedere l’elemosina davanti a un bar milanese; marciapiede stretto, così che può scassare i cabbasisi non solo a quelli che entrano e escono ma anche a quelli che passano. Data la stazza, come antitaccheggio in un negozio di lusso troverebbe subito lavoro, ma evidentemente guadagna di più così. Ditelo agli accoglienti, agli inclusivi e se, vi resta tempo, anche al papa.

-In effetti, anche il papa è un immigrato. Di lusso ma pur sempre. I suoi predecessori stranieri si sono precipitati a visitar patria. Lui, no. Dieci anni e 39 viaggi. Ma mai in Argentina. Boh.

FIORI

-Tutti i chioschi di fiori e altro in Corso B. Aires a Milano (la più importante arteria commerciale d’Europa) sono bengalesi. Solo che non capiscono l’italiano, né l’inglese e nemmeno il linguaggio dei segni. Se uno si chiede allora che sono venuti a fare, poi arriva il papa e ti dice che fai schifo. Mah.

-Il prof. che nel pisano ha dato un cazzotto nella panza a uno studente screanzato ha senz’altro sbagliato: doveva darglielo sui denti.