Antidoti

ELEFANTI

«Nel luglio del 2008, nello stato indiano dell’Orissa, un pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani locali assassinò oltre cinquecento persone, una giovane suora fu bruciata viva, un’altra violentata A muoversi sono stati gli elefanti (simbolo del “dio” Ganesha), che in India sono sacri al pari delle vacche. Branchi di pachidermi hanno cominciato ad attaccare i villaggi dove vivono i colpevoli dei pogrom del 2008, radendoli al suolo. Il primo attacco si è verificato nel luglio 2009, nell’anniversario preciso e alla stessa ora in cui era iniziato il massacro. Uno dei capipopolo che ha guidato i massacri ha visto la sua azienda, la sua casa e le sue fattorie, tutte rase al suolo: l’operazione ha colpito solo lui. Per i villaggi degli induisti non c’è stata più pace. Branchi di elefanti appaiono all’improvviso e calpestano ogni cosa. Migliaia di indù hanno dovuto fuggire nei campi. Nel distretto di Kandhamal, dove una suora ha subìto uno stupro di gruppo vi sono stati sette morti e numerosi feriti. A metà 2010 i villaggi devastati dagli elefanti erano già una cinquantina. Oltre settecento le case abbattute, e innumerevoli le coltivazioni devastate. Intorno ai villaggi sono state costruite barriere anti-elefanti, con blocchi stradali e vedette, senza risultato» (di questo ritaglio ho perso la citazione, me ne scuso con gli autori).

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BRIGANTI

Ai piedi del Monte Cavallo, nella Maiella abruzzese, c’è la c.d. Tavola dei Briganti, ampio lastricato di rocce su cui pastori e fuorilegge lasciavano incisi nomi e frasi. Eccone una: «Nel 1820 nacque Vittorio Emanuele II re d’Italia. Prima era il regno dei fiori, ora è il regno della miseria» (da La Settimana Enigmistica).

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SUDDITI

Non basta il canone (nella bolletta: bravo Renzi) ma ora ogni tot devi comprare un altro televisore, perché quello che hai te lo spengono d’ufficio, come già fecero qualche anno fa (bipartisan: Gasparri se non ricordo male). I vecchietti pensionati che passano gli anni che restano loro alla tivù ringraziano il Salvatore della Patria.

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BACHA.BAZI

«Nel 2013 il ‘Foreign Policy’ descriveva “la tragedia più deplorevole, che in realtà è diventata dilagante dal 2001, è la pratica del bacha bazi, ovvero la pedofilia praticata da uomini potenti e i ‘loro’ ragazzi adolescenti…una delle più gravi violazioni dei diritti umani nel mondo. I ragazzi adolescenti che vengono addestrati per relazioni sessuali con uomini, sono comprati o, in alcuni casi, rapiti dalle loro famiglie e spinti in un mondo che li spoglia della loro identità maschile. Questi ragazzi sono spesso costretti a vestirsi da donna, a truccarsi e a ballare per feste di uomini. Ci si aspetta che si impegnino in atti sessuali con pretendenti molto più grandi, spesso rimanendo il subordinato sessuale di un uomo o di un gruppo” per molto tempo» (L. Volonté, Lnbq. 22.8.21). I talebani avevano vietato l’usanza, descritta anche nel bestseller «Il cacciatore di aquiloni» di K. Hosseini.

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PASSERELLE

Ma perché devo pure pagare per vedere, a ogni tg, passerelle-fotocopia, tutti i giorni e più volte al giorno, di rappresentanti di partito che, nei secondi assegnati loro in base alle rispettive percentuali parlamentari, mitragliano slogan preconfezionati tesi a dimostrare che loro sono i mejo? Tirannia incartata nell’ipocrisia: subisci e a spese tue. I talebani sono, almeno, più schietti.

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MESSEPALLOSE

«Nel celebrare non essere né troppo lungo né troppo svelto (…). Non devi recar molestie né tedio agli altri (…) ma servire piuttosto al vantaggio altrui che alla propria devozione» (Imitazione di Cristo, XV sec.).

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AFGH.2

«Per rendere intensivo lo sfruttamento nell’Helmand sono state adottati, nella maggior parte delle coltivazioni, pannelli solari modernissimi che hanno portato a triplicare la produzione, garantendo così la moltiplicazione degli introiti ricavati dalla vendita della materia prima per la produzione degli stupefacenti distribuiti negli USA, in Europa, in Russia, in Cina. Chi, oltre le mafie internazionali, mette in cassa questo fiume di denaro non sono certamente i contadini di questa remota parte di mondo. La domanda, forse retorica, sorge spontanea: che abbiamo fatto noi “portatori di democrazia” tutto questo tempo in Afghanistan? Mai a dare un’occhiata a quegli orticelli colorati? Forse hanno ragione quegli osservatori che hanno studiato la storia e l’economia di quel quadrante del mondo quando dicono: “Volete risolvere il problema dell’Afghanistan? Semplice: bombardate i campi di oppio e piantate zucchine e meloni”» (P. Pisicchio, formiche.net, 18.8.21). Già, chissà perché non l’hanno mai fatto…

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BANGLADESH

«Pakistan, che non ha mai ammesso il genocidio nel Bangladesh del 1971 e perseguita chi ne parla. L’episodio fu uno dei più sanguinosi del secondo Novecento, nonostante risulti ignoto al pubblico occidentale: più di 1 milione di morti nei primi mesi dell’anno. Quando in Bangladesh, allora Pakistan Orientale, anche a seguito della cattiva gestione della grande alluvione del 1970, vinse le elezioni il partito indipendentista, il governo di Islamabad reagì con l’occupazione militare. L’occupazione si tradusse immediatamente in genocidio. L’esercito coprì l’azione di milizie islamiste che presero subito di mira intellettuali, minoranze religiose (soprattutto indù), veri e presunti indipendentisti e donne (da 200mila a 400mila furono vittime di una campagna di stupri sistematici). In pochi mesi, militari e paramilitari provocarono un numero ancora da accertare di vittime, da un minimo di 200mila a un massimo di 3 milioni, più probabilmente 1 milione secondo le statistiche del politologo Rudolph Rummel. Dal Paese fuggirono 8 milioni di persone, soprattutto indù e 30 milioni furono gli sfollati. (S. Magni, Lnbq 29.5.21). Com’è noto, c’è il Pakistan dietro ai talebani.

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