Antidoti

COMUNE

-Il Comune milanese, vietando le auto inquinanti (cioè, quelle dei poveri), elargisce qualche incentivo a comprarne di nuove solo ai residenti (fino a esaurimento soldi, naturalmente; chi tardi arriva male alloggia). Così, quelli che hanno residenza anagrafica fuori ma domicilio e attività in città, nisba. Geniale.

Grazie a: Paolo Albanese, Giuseppe Rasori, Maurizio Abbiateci, impietositi dal piatto piangente.

WAKANDA

Wakanda forever. Il film perfetto: in Africa c’è un regno felice e futuristico, che la supertecnologia tiene nascosto. Comandano le donne. Un film di neri e girlpower. Perfino BlackPanther, l’eroe, è una donna (attrice anoressica a parte). Il nemico, poi alleato? I Maya, che per sfuggire ai genocidi spagnoli sono diventati uomini-pesce. E il cui super-capo esordisce, da bambino, ammazzando un frate. Insomma, un film totalmente woke, anche se non sono riusciti a infilarci alcun lgbt. Ovviamente, il Wakanda non esiste. Sennò tutta la migrazione africana l’avrebbe già subissato.

PIEDI

-American way of life: trionfo dell’avidità senza scrupoli, del cattivo gusto e della volgarità.

-Questa mi mancava: stamattina ho visto un giovine compìto e tutto intabarrato, compresi guanti di lana; in effetti, faceva freddo. Ma allora perché andava a piedi nudi infilati in due ciabatte di plastica da piscina? Nuova tendenza? Eh, lo sapevo che le caviglie nude non sarebbero bastate…

LINGUA

-Juan Donoso Cortés osservava che il parlamentarismo aveva sostituito la guerra delle armi con quella di parole. Siamo sicuri che la cosa salvi vite? Due guerre mondiali dicono il contrario. In ogni caso, ecco la prevalenza dei lingualunga. Donne e simil-donne in primis.

-Guardandomi intorno mi chiedo: perché non abolire definitivamente l’italiano e sostituirlo con l’inglese? Per legge, e basta. L’italiano residuo morirà con l’ultimo vecchio, cioè tra breve (fatte salve le alte cariche, che non muoiono mai).

DEANDRE’

-Ho guardato il video (amatoriale) del famoso concerto di De André con la Pfm. Con l’occasione ho risentito i testi, l’unica cosa che val la pena. Bravo, era bravo con le rime. Ma i concetti di fondo sono di una banalità qualunquista sconcertante: no alla guerra, no alle convenzioni borghesi, amore libero, nichilismo, il vero messaggio di Gesù tradito dalla Chiesa, le puttane sono meglio delle donne serie… E se questo era il ns. cantautore di punta, figuriamoci gli altri.

BISSINISI

-Il metro a Milano costa 2€. Non c’è a/r, così, se non torni entro 90min., anche per una fermata paghi 4€, cioè 8mila lire. E sei ostaggio dei continui scioperi (sempre di venerdì, perché il danno sia massimo). Il resto è tutto una pista ciclabile e Area B. Tanto, i ricchi che votano Sala hanno il suv euro7 con autista. E nessuno che disturbi la loro circolazione perché i poveri vanno a piedi.

-Entri in un bar e ordini un caffè al banco. 1,30 €. Più di 2500 lire. Eh, i bottegai sono sempre i primi a scaricare il carovita sul popolo. Una volta scrissi un articolo sul blackfriday, dicendo che mi pareva una mezza presa in giro; e un lettore venditore di scarpe, chiagni-e-fotti, scrisse a tutti i siti cattolici una lunga filippica con insulti contro di me, perché lui, in realtà, ci rimetteva; lui, misconosciuto benefattore. Stamani, negozio di giocattoli: un pupazzetto di plastica di Spiderman, che io stesso ho comprato l’anno scorso per 9,90, adesso costa 29,90. Avete letto bene.

-Grazie a Giuseppe Orsi.

XMAS

-Segnalo tre interessanti volumi di D’Ettoris Editori: a) Ermanno Pavesi, “La rivoluzionaria teologia di Lutero. Agli albori della Riforma protestante» (pp. 116, €. 13,90); b) Francesco Pappalardo, «La parabola dello Stato moderno. Da un mondo ‘senza Stato’ a uno Stato onnipotente» (pp. 280, €. 21,90); c) Gustave Thibon, «L’invisibile luce. Aforismi sapienziali per una redenzione del tempo» pp. 245, €. 24, 90).

-Se n’è accorta StrisciaLaNotizia che il mezzobusto Rai per due volte ha chiamato la Decima Mas (X Mas) «ics mas». E meno male che non sapeva nemmeno l’inglese, sennò avrebbe detto «ChristMas». E quell’altro che, accolta a Bali la premier da danzatrici, ha definito queste ultime «balesi», anziché «balinesi». Questa gente è pagata coi nostri soldi.