Stamattina suona il campanello. Vedo dalla finestra che è una consegna-pacco SdaPosteItaliane. Mi precipito al citofono ma è troppo tardi: se ne è andato lasciando il classico biglietto adesivo. Da capire, poverino: aveva altre consegne da recapitare, non poteva mica aspettare che io rispondessi al citofono. Sul biglietto ha scritto «destinatario assente». Memorizzo: dal suono del campanello alla risposta al citofono devono passare non più di cinque secondi. Se no sei «assente».
Ragazzi, com’è che su Facebook, nel rispondere a una richiesta di amicizia da sconosciuti, vado all’«Immagine del profilo» e trovo, spesso, un cane?
VORREI LA PELLE NERA
Ricordate Nino Ferrer? Ottimo autore (sua è Un anno d’amore, notevole e raffinato blues cantato da Mina), è tuttavia rammentato per Il suo nome è Donna Rosa e il rithm’n’blues Vorrei la pelle nera, che ormai casca a fagiuolo da quando è stato lanciato il Black lives matter, ennesima americanata che sarebbe incomprensibile da noi se non fosse per la globalizzazione delle mode e degli slogan (sempre americani). Negli States ci sono cinesi e portoricani, messicani e coreani, ci sono pure gli indiani, ma solo i neri vengono esaltati. Sì, c’è stato lo schiavismo nel Sud, ma è finito nel 1864. Poi, tutta una serie di affirmative action hanno riservato quote nere quasi dappertutto (un vecchio film, Soul man, narrava di un giovane bianco che si dipingeva di nero per accedere ai posti riservati all’università ), fino ai film di fantascienza con vikinghi di pelle nera. Il complesso di colpa però rimane tale che un presidente americano è stato eletto solo perché nero. Per rispetto (boh) li chiamano (e bisogna chiamarli, sennò è razzismo) afroamericani. I loro cugini d’Africa vengono letteralmente mantenuti dall’Occidente da sessant’anni, e chieder loro conto che cosa ne hanno fatto e ne fanno di questa valanga di denaro è tabù. Capito perché Vorrei la pelle nera? “Chi vuole può sostenere gli Antidoti cliccando sul bottone PayPal a destra nel sito o utilizzando questo link: www.paypal.me/rinocammilleri»
BRASILE
«Nel 2001 l’allora leader della Convenzione Battista del Brasile, il pastore Nilson Fanini, fece per la rivista americana Time un commento, a cui non mancava una nota di sarcasmo, su come e perché ciò era avvenuto: “La Chiesa cattolica ha fatto la scelta per i poveri, ma i poveri hanno optato per gli evangeliciâ€. Perché? Semplicemente perché “queste persone avevano fame di qualcosa di più del semplice cibo; gli evangelici hanno saputo soddisfare meglio i bisogni emotivi e spirituali della genteâ€, dichiarò Henrique Mafra Caldeira de Andrada, direttore del programma protestante presso l’Istituto di Studi Religiosi di Rio de Janeiro» (Istituto Plinio Correa de Oliveira, Lettera aperta al Consiglio Permanente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, in Stylum Curiae 11.8.20). Chi vuole può sostenere gli Antidoti cliccando sul bottone PayPal a destra nel sito o utilizzando questo link: www.paypal.me/rinocammilleri.
TIGGI’
A ogni tiggì, con tempi da manuale cencelli, si intervistano i leader politici, prima la maggioranza, poi l’opposizione. In scala di importanza (politica). Ognuno incensa retoricamente il suo partito («il bene dell’Italia», «una sana democrazia»…) per i secondi che gli spettano. La chiamano informazione.
BLACKLIVESBETTER
Un italiano dà un pugno a un senegalese e subito il Tg1 si precipita a intervistare quest’ultimo. L’altra campana? Seeeh! Non fa mica notizia. Altro senegalese, settimana prima, violenta madre di famiglia a Milano al parco: trafiletto sulle locali. Ricordate la regola aurea di giornalismo? Un cane che morde un uomo non fa notizia, un uomo che morde un cane sì. Gli italiani non sono razzisti? Niente paura: a furia di impar condicio lo diventeranno e finalmente i sinistri avranno un new proletariat da cavalcare.
PRESIDENTE
Da grande voglio fare il Presidente della Repubblica Italiana.
BLACKLIVESMATTER
Nella Guerra di Secessione molti neri scelsero di combattere per il Sud. «Il gen. Ulysses S. Grant, comandante dell’Armata del Potomac, non fece entrare nessun uomo di colore al fianco dei nordisti. Al più, vennero create, rigidamente a parte, le Coloured Troops (…). Quando il gen. Richard Lee, comandante supremo delle Armate confederali, si arrese a Appomattox, al suo fianco c’era un suo fedelissimo, il nero George Wallace. Il quale verrà poi eletto senatore (…). Su richiesta formale del gen. Lee, gli Stati confederali liberarono tutti gli schiavi che si erano voluti integrare nell’Esercito sudista (…). Durante tutta la durata del conflitto lo schiavismo rimase in vigore nei cinque Stati sotto il controllo dei nordisti, Delaware, Virginia occidentale, Kentucky, Missouri e Maryland» (Massimo Magliaro, Ricognizioni.it, 27.7.20). «Chi vuole può sostenere gli Antidoti cliccando sul bottone PayPal a destra nel sito o utilizzando questo link: www.paypal.me/rinocammilleri»


