ADINOLFI

“…molto meno spazio trova la notizia che Zelensky ieri ha per decreto “sanzionato” una giornalista, due politici dell’opposizione, un blogger e un’attivista Telegram. I pochissimi giornali italiani che dedicano qualche sporadica riga a questo provvedimento non specificano la natura delle “sanzioni”. Torno a fare il mio mestiere e ve la spiego io. Ai cinque oppositori di Zelensky colpiti dal decreto sono stati da ieri bloccati i conti bancari, vietate le transazioni finanziarie di ogni genere compresi i prelievi al bancomat, impediti i viaggi e finanche le possibilità di ricevere o inviare posta e pacchi, inclusi quelli contenenti alimentari o altri beni. Il decreto resterà in vigore per i prossimi dieci anni” (M. Adinolfi, 21.7.25).

grazie a: giuseppe tinnirello

APPELLO

Appello alla Meloni: ma perché immigrare africani e musulmani, quando possiamo far venire i facilmente integrabili cristiani del Medioriente? Lascino ebrei e islamici a scannarsi tra di loro per un paio di pietre e qualche metro di deserto. I Luoghi Santi? Gesù ci ha fatto un immenso regalo, unico nel suo genere: con l’Eucarestia possiamo averLo dovunque.

AMERICANS

Gli americani, dopo decenni di Guerra Fredda, si sono talmente affezionati all’idea da indurli a ripristinarla al più presto. La caduta dell’Urss li ha spiazzati, così che adesso, incuranti del ridicolo, cercano di convincere gli europei (Londra e Bruxelles in testa) che la Russia farà ora quel che non ha fatto in settant’anni: attaccarli. Obamata, sì, ma Trump ormai deve seguire i segnali di pista.

FESSI

Quando i sinistri vanno a fare chiasso piazzaiolo contro le iniziative di destra, i destri dicono: “eh, se l’avessimo fatto noi, chissà che casino si sarebbe levato”. Con ciò ammettendo che la sinistra ha anche il monopolio del casino, oltre a quelli giudiziario, scolastico, artistico eccetera eccetera. Bravi fessi.

DAZI

Dazi: forse non ha tutti i torti Trump, data “la follia regolatoria e burocratica bruxellese. Si va dalla complicazione del calcolo del singolo dazio alla mancanza di trasparenza e uniformità delle procedure doganali; dalle classificazioni ed etichettature alle regolamentazioni (sanitarie e fito-sanitarie, su pesticidi e biotecnologie, sui gas fluorurati ad effetto serra, sul packaging e la plastica, sulla sostenibilità ambientale dei prodotti, sui servizi digitali e audiovisivi, e così via); dalle barriere agli investimenti esteri ai sussidi statali (…), il Digital Services Act e la tassazione sui servizi digitali, il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), la tassa sulle emissioni di Co2 incorporate nei prodotti importati, (…) e ultimo nato l’Artificial Intelligence Act” (F. Punzi, 14.7.25).