Se non ricordo male, nel lodato e classico film “Divorzio all’italiana” uno meditava di uccidere la moglie perché non aveva altro modo per liberarsene, essendo che in Italia, allora, era vietato divorziare. L’antifona era: introduciamo il divorzio e gli uxoricidi spariranno. Eh, i comunisti non hanno tre narici, come diceva Guareschi, ma quattro…
Conquiste
Il divorzio è, come noto, una delle tante “conquiste civili†che i radicali portano all’occhiello e che ci hanno reso tutti più felici. Cito da «Il Giornale» del 2 agosto 2008: «Dopo la separazione i bambini sono stati affidati a lei, che –benché guadagni più di lui- ha ottenuto dal giudice la casa coniugale e un congruo assegno di mantenimento. Risultato: Gianni deve sopravvivere con poche centinaia di euro al mese e non potrebbe mai permettersi un appartamento in affitto.
E’ la “sindrome del clochardâ€, colpisce tanti uomini che, dall’oggi al domani, si addormentano benestanti e si svegliano indigenti. Un crollo patrimoniale causato dal fiume carsico del divorzio che erode certezze affettive ed economiche».
Il giornalista Antonio Lucano riporta anche i numeri: «Negli ultimi dieci anni i suicidi tra gli uomini separati sono aumentati del 13%; mentre –secondo i dati Caritas- un barbone su tre si è ridotto a vivere sulla strada dopo che il suo status di marito e padre è stato frantumato dalla sentenza di un giudice».


