“…hanno congelato i fondi dell’UE destinati all’Ungheria, escluso gli studenti ungheresi dal programma di scambio Erasmus, imposto una multa giornaliera di un milione di euro all’Ungheria per aver protetto i suoi confini dall’invasione di migranti illegali e citato in giudizio l’Ungheria per il divieto di promuovere l’ideologia di genere nelle scuole. Bruxelles ha persino minacciato l’Ungheria di revocarle il diritto di voto nell’UE in caso di mancata conformità” (L. Volontè, 13.4.26). Orba
ORBAN
“Oggi a Bruxelles c’è una maggioranza di favorevoli alla guerra. L’atmosfera in Europa è bellicosa. La logica della guerra domina la politica. Vedo preparativi per la guerra da parte di tutti e ovunque. Il segretario generale della Nato ha detto che vuole istituire una missione dell’Alleanza in Ucraina. I leader europei sono già coinvolti in questa guerra, vedono questa guerra come la loro guerra e la stanno conducendo come tale. All’inizio si trattava di inviare solo elmetti, poi si è trattato di sanzioni, ma non di energia ovviamente. Dopo ancora si è trattato dell’invio di armi: prima armi da fuoco, poi carri armati, aerei, aiuti finanziari per svariate decine di miliardi, e ora di 100 miliardi di euro. Queste armi non migliorano la situazione, che, anzi, sta peggiorando. Siamo a un passo dall’invio di militari da parte dell’Occidente in Ucraina. Questo vortice militare può trascinare l’Europa verso il baratro. Bruxelles sta giocando con il fuoco e facendo arrabbiare Dio”. Su Facebook il 21 aprile Orbán ha anche scritto: “Questa non è la nostra guerra. Non la vogliamo e non vogliamo che l’Ungheria torni ad essere il giocattolo delle grandi potenze”. (Rossoporpora.org, 2.5.24).


