Le feste di Natale ormai durano un mese e non sono altro che la sagra del consumo. I suicidi aumentano, sia da solitudine che da anoressia, perché i media infuriano sulle grandi abbuffate e sui regali da fare e ricevere. I politicamente corretti, una volta tanto non del tutto a torto, cercano di cambiare nome a tali feste, visto che, di religioso, sembrano avere ormai solo il superlavoro dei preti. Ma tutto questo è noto. I tg italiani, tra Natale 2008 e Capodanno-Befana 2009, non hanno fatto che intervistare commercianti lamentosi (prima dei saldi) e semi-soddisfatti (dopo). Eh, la gente non ha soldi, c’è la crisi mondiale. Già. Comunque, per quanto riguarda l’Italia, buona parte di questa crisi dei portafogli è dovuta proprio a quei commercianti che, a suo tempo, raddoppiarono letteralmente tutti i prezzi in occasione dell’entrata in vigore dell’euro. Mentre gli esperti si chiedevano pensosi quali effetti macro e microeconomici tale introduzione avrebbe avuto, loro avevano già capito tutto e 1 euro diventò uguale a 1.000 lire. E tale è rimasto. Peccato che nessun tg li abbia mai sentiti su questo punto, mentre si lagnavano della crisi.