“Il furto, ormai, nei fatti è quasi depenalizzato. Ma per chi lo subisce è un vero e proprio trauma, oltre a una perdita economica che, nel caso di persone che arrivano onestamente a fine mese, assume toni drammatici. Lo stesso vale per le occupazioni degli immobili, per i danneggiamenti e il vandalismo connessi a certe manifestazioni politiche o sportive, o per i furti con destrezza che costringono lavoratori che non possono più utilizzare l’auto, per le restrizioni continue, a passare sotto le forche caudine delle metropolitane e dei mezzi pubblici. Potremmo passare ore a elencare situazioni bagatellari come queste” (C. Pistilli, 2.1.26). La reclusione come pena la inventano i giacobini (toglie “liberté”), prima le pene erano corporali. Il principio era: se ti rinchiudo devo spendere per mantenerti e sorvegliarti, ma così moltiplico il danno che hai fatto alla società…