Antidoti

FORESTE

“…nella notte fra il 3 e il 4 giugno un pesante bombardamento dal Libano con ordigni incendiari di diverso tipo, dalle bombe di mortaio ai droni suicidi e anche missili con testate adattate ad appiccare il fuoco anziché esplodere, ha colpito il nord di Israele innescando decine di incendi di vaste proporzioni che hanno distrutto migliaia di ettari di foreste. C’è da sottolineare che si tratta di foreste che sono state piantate dagli israeliani negli ultimi 100 anni per strappare il territorio alle rocce desertiche e renderlo fertile” (M. Sfaradi, 5.6.24). Gli ecologisti? Zitti…

CONTE

“Giuseppe Conte rappresenta nel panorama politico italiano il parassitismo più disastroso e cinico che fa leva sui disagi della povera gente. È un pittoresco personaggio senza idee che fonda il suo consenso sull’odio sociale e sull’elargizione indiscriminata di bonus e super bonus che lo consegneranno alla storia come l’uomo che ha creato il più profondo buco di bilancio nelle casse dello Stato. C’è nell’agire di questo dandy di Volturara Appula un cinismo davvero deplorevole: lui, uomo che da avvocato ha prestato i propri “servigi” alle banche e alle multinazionali, oggi recita il ruolo di capopopolo inseguendo adesso il consenso di quella povera gente che di quelle banche e multinazionali è un obiettivo di speculazioni. Il solo ricatto è quello del suo partito di miracolati e disperati (“votateci se volete il reddito di cittadinanza”) che promettono soldi senza lavorare. È destinato a sparire. E anche presto” (V. Sgarbi, 25.5.24).

PATRIZIO

La diocesi di Milano è detta non “milanese” ma ambrosiana, da sant’Ambrogio, che la segnò talmente da dare il suo nome anche al rito liturgico e al canto. Orbene, c’è un altro luogo, un’intera nazione addirittura, che deve tutto al suo santo, l’Irlanda. Perciò vale la pena di conoscere la vita di “Patrizio” (P. Gulisano, ed. Ares, pp. 160, €. 15).

ISTANBUL

“L’ultimo imperatore romano, Costantino XI, cadde combattendo. Il 29 maggio del 1453, aperta una breccia nelle mura teodosiane dopo mesi di cannoneggiamenti, i Turchi lanciarono l’assalto finale: prima gli irregolari, i bashi-bazouk, poi i Turchi e gli anatolici, ma entrambi furono respinti. Dopo ore di combattimenti, all’alba, i giannizzeri attaccarono: Giovanni Giustiniani, a capo dei Genovesi, fu ferito gravemente e gli Italiani si ritirarono. Capito che ormai tutto era perduto Costantino XI Paleologo, nei pressi della Porta Aurea, dopo aver gettato le insegne imperiali, si gettò nella mischia. Era mattina presto e c’era la luna calante (da allora simbolo dei Turchi). Le mura erano cosparse di morti; i Veneziani erano scappati al porto e i Genovesi erano riparati a Galata, riuscendo a fuggire. Costantinopoli non sarebbe più stata la città di Costantino, ma εἰς τὴν πόλιν (èis ten pòlin), da cui Istanbul, ovvero “verso la città”, ciò che leggevano i Turchi sulle indicazioni nei pressi della città” (fonte: FB). Insomma, il nome turco viene da Fantozzi…