“Tutti i suoi avversari in Europa la aspettano al varco, mentre ha perso la sponda di due leader di destra che, piaccia o meno, stanno ridefinendo gli equilibri di potere globali a vantaggio dell’Occidente (…) Ci sono dei momenti che definiscono la statura di un leader politico. La presidenza Trump, e in particolare la guerra al regime iraniano, potevano rappresentare uno di quei momenti per Giorgia Meloni, ma, nonostante si fosse ben posizionata, al dunque non ha saputo coglierli, preferendo manovre di piccolo cabotaggio interno” (F. Punzi, 15.426).
MELONI
Povera Meloni: le è toccato riempire il governo di ministri inadeguati. Per equilibri partitici. E perché non aveva altro. Mah. Al cittadino era rimasta un’unica arma, il voto. E i maestri del gioco democratico hanno vanificato anche quella.
MELONI
-«Insomma, non si può dire che Giorgia Meloni abbia riscritto la mappa del potere reale italiano occupandone le casematte. Dietro la cortina fumogena di qualche avvicendamento in Rai, gli incarichi che contano, e che costituiscono l’articolazione dello Stato e la gestione dell’economia pubblica, sono stati attribuiti con millimetrica precisione nel segno della piena continuità tra il governo della destra e il governo “tecnico” guidato Mario Draghi» (A. Cangini, formiche.net, 28.6.23).
-«In ogni caso continua ad avere rapporti riservati e assidui con due dioscuri dell’establishment italiano: Mario Monti e Mario Draghi». (N. Porro a “La verità” 26.6.23).


