DATI

Ruben Razzante, docente di diritto dei media, segnala che « i dati della pandemia, diffusi quotidianamente in modo algido e senza argomentazioni a supporto, non fotografano in alcun modo l’andamento del virus e non distinguono per tipologia i contagi e i ricoveri. E’ un vizio antico quello della contabilità sommaria e anonima in materia di Covid, che ha alimentato una narrazione distorta e fuorviante, contribuendo a disinformare anziché a rendere l’opinione pubblica effettivamente consapevole degli effetti del virus» (Lnbq, 3.9.21). Deus amentat quos vult perdere. Gli italiani raccolgono quel che hanno sempre seminato: non sono mai stati capaci di scegliersi i capi.

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INDU’

«Era il 2015 quando la formazione politica indiana, Shiv Sena, importante partito induista alleato del Bharatiya Janata Party (Bjp), promosse la pianificazione familiare dei musulmani in India, che altrimenti avrebbe “superato quella del Pakistan o dell’Indonesia”, avvertivano.(…). In quelle settimane, il vicepresidente del partito nazionalista induista Mahasabha, Sadhvi Deva Thakur, chiedeva formalmente – e in maniera esplicita – la sterilizzazione di cattolici e musulmani». (R. Miranda, Formiche.net, 1.9.21).
In effetti, nella cultura indù il problema della dote delle figlie femmine è centrale, per cui l’aborto selettivo frena la demografia. I cattolici? Quattro gatti. Non così i musulmani, per i quali la sterilità (della donna) è valido motivo di ripudio.

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DONNE

«Una ricerca condotta nel 2011 dagli esperti della Thomson Reuters Foundation allo scopo di individuare i paesi più pericolosi per le donne aveva posto l’Afghanistan in testa alla classifica: il più pericoloso paese del mondo in base ai sei parametri considerati: salute, violenza sessuale, violenza non sessuale, fattori culturali o religiosi, accesso negato alle risorse economiche e rischio di essere vittime di tratta. L’indagine è stata ripetuta nel 2018 e nella nuova classifica l’Afghanistan è passato in seconda posizione, preceduto dall’India (che nel 2011 era quarta)» (A. Bono, Lnbq. 1.9.21).

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ps.
Nei primi anni ’80 mi feci fare da un liutaio di Viareggio una chitarra su misura: folk, semiamplificata. Di fatto, un pezzo unico. Poiché non la uso da tanto e non credo che la riuserò più, ho deciso di venderla. Conoscete qualcuno interessato?

SI’-VAX

Grande sostegno all’azione di governo da parte dei tiggì: nelle interviste volanti il 100% degli intervistati si dice entusiasta del vaccino e pure del greenpass. Wow!

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FASCISTI

Al tg sento che nelle manifestazioni no-greenpass c’era la presenza di «estremisti di destra». Quanti, tre? Un cartello con sigla? Boh. Poi, enfasi sui giornalisti picchiati. Due. Il semiologo insegna che il pubblico percepisce: i no-greenpass sono fascisti. In Francia sono sei (6!) i sabati in cui centinaia di migliaia di persone manifestano contro il greenpass, ma i tg italiani hanno taciuto totalmente. Però un giornalista spintonato è un’occasione troppo ghiotta per significare l’equazione. E si stupiscono se li prendono a pedate…

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ELEFANTI

«Nel luglio del 2008, nello stato indiano dell’Orissa, un pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani locali assassinò oltre cinquecento persone, una giovane suora fu bruciata viva, un’altra violentata A muoversi sono stati gli elefanti (simbolo del “dio” Ganesha), che in India sono sacri al pari delle vacche. Branchi di pachidermi hanno cominciato ad attaccare i villaggi dove vivono i colpevoli dei pogrom del 2008, radendoli al suolo. Il primo attacco si è verificato nel luglio 2009, nell’anniversario preciso e alla stessa ora in cui era iniziato il massacro. Uno dei capipopolo che ha guidato i massacri ha visto la sua azienda, la sua casa e le sue fattorie, tutte rase al suolo: l’operazione ha colpito solo lui. Per i villaggi degli induisti non c’è stata più pace. Branchi di elefanti appaiono all’improvviso e calpestano ogni cosa. Migliaia di indù hanno dovuto fuggire nei campi. Nel distretto di Kandhamal, dove una suora ha subìto uno stupro di gruppo vi sono stati sette morti e numerosi feriti. A metà 2010 i villaggi devastati dagli elefanti erano già una cinquantina. Oltre settecento le case abbattute, e innumerevoli le coltivazioni devastate. Intorno ai villaggi sono state costruite barriere anti-elefanti, con blocchi stradali e vedette, senza risultato» (di questo ritaglio ho perso la citazione, me ne scuso con gli autori).

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