-«L’amore per la povertà è roba da cristiani. Ma l’adulazione del povero è roba da adescamento elettorale» (dal Calendario che ho più volte segnalato, frase del 9.6.23)
CANADA
-Canada: 3mln di ettari in fiamme. «In tutto questo, non posso fare a meno di pensare al Primo Ministro canadese Justin Trudeau. Come diceva bene Carlo Maria Cipolla, la probabilità che una certa persona sia un cretino è indipendente dalla classe sociale a cui appartiene» (N. Porro, 9.6.23).
CINE
-«Il processo di accentramento della produzione e della distribuzione si è concluso nei primi anni 2000, portando il cinema italiano a diventare un cinema di Stato, finanziato da commissioni politicizzate, privo di selezione e merito, controllato da pochi ambienti ideologicamente coesi e collegati alla televisione» (M. Iannaccone, pref. a R. Marchesini, “Il cinema ci cambia la testa”, ed. LaNuovaBussolaQuotidiana).
FRISCO
-Oltre 5mila clochard, accampamenti di tossici, furti in massa, più morti per droga che di covid, abolita l’algebra alle medie perché i neri non riuscivano… Benvenuti a San Francisco, capitale mondiale del woke (G. Meotti, Il Timone, giugno ‘23).
PRIDE
-Tra gli sponsor del GayPride di Roma: VitaSnella, Heinecken, Peroni, Red Bull, TIM, Walt Disney Italia, American Express, Payback… Prendiamo nota.
FAZZO
«Verrebbe da dire: professori, piantatela. Le motivazioni che portano i docenti delle scuole superiori ad accompagnare le loro classi nelle aule del Palazzo di Giustizia sono nobili. Ma che immagine, che impressione trasmette di sé proprio la giustizia a queste comitive di liceali che vagano nei corridoi del tribunale? Ieri è toccato a un’altra classe, con i suoi bravi prof, andarsi a piazzare in un’aula di corte d’appello. E qui hanno visto: un giudice entrare in aula con mezz’ora di ritardo, senza dare spiegazioni né chiedere scusa; un altro giudice, dall’alto dello scranno, dire “ciao” al pubblico ministero; un imputato per il furto di un paio di pantaloni venire portato in ceppi in una gabbia da zoo, con i polsi stretti in blocchi d’acciaio; lo stesso imputato interrompere e spiazzare il difensore che proclamava la sua innocenza dichiarandosi colpevole e promettendo di non farlo più; avvocati parlare di sussunzione, sillogismo, servus servorum; il giudice, dopo avere promesso di essere chiaro in modo da far capire agli studenti quanto accadeva, inanellare numeri interminabili di leggi e di commi; un avvocato dire “sarò telegrafico” e parlare per dieci minuti. La sostanza è che dell’ottanta o novanta per cento di quello che accadeva davanti a loro non hanno probabilmente capito nulla, ma il dieci o il venti per cento che si capiva raccontava di una giustizia malfatta, sbrigativa, crudele». Questa è la prima parte di un articolo di L. Fazzo sull’inserto milanese de «Il Giornale» (6.6.23).
CINOCOVID
-«…come mai, su tutti i Paesi del mondo, l’Italia è stata colpita per prima e maggiormente? Se noi contiamo i voli, sono molti di più quelli che collegano la Cina con il Giappone, con Singapore, con la Corea, poi, parlando di Occidente, ci sono più collegamenti con il Regno Unito, con gli Usa, con la Germania. Non ci sono, invece, voli diretti tra Wuhan e gli aeroporti italiani. Anche ammettendo che qualcuno abbia fatto scalo a Francoforte, il contagio avrebbe dovuto iniziare in Germania. Non abbiamo ancora la risposta sul perché proprio l’Italia sia stato il primo Paese occidentale contagiato. Il terzo aspetto misterioso è: perché l’Italia abbia imitato in modo pedissequo la politica anti-pandemica cinese». Citare la Cina? «… gli studi legali in Cina non sono indipendenti dal governo e dal partito. Se c’è una controversia e devi ricorrere alla giustizia, nello studio legale trovi un commissario del popolo che presiede, che mette bocca in tutte le attività dello studio, inclusa la strategia di difesa, conosce tutte le comunicazioni fra l’avvocato e i suoi clienti. Senza un quadro giuridico legale che rispetta standard anche minimi, non si possono fare accordi economici» (F. Scacciavillani, int. da S. Magni).
F16
-«Gli USA hanno deciso di non fornire aerei ma di aiutare alcune nazioni europee ad addestrare i piloti ucraini che voleranno un giorno sui vecchi F-16 radiati dalle aeronautiche danese, norvegese, olandese e belga (dove verranno rimpiazzati dagli F-35)» (G. Gaiani, 22.5.23). Ci vorranno non meno di un paio d’anni. Intanto, aspettiamo la travolgente controffensiva ucraina che non parte mai…


