BIANCHI

-Quanta gente dalle cui orecchie escono due pezzetti di plastica bianchi…

-Stamani mi scosto per lasciar passare vezzosa signorina in bici: orecchie tappate dalle cuffie musicali, una mano sul manubrio, l’altra a spolliciare il telefono. Occhi e orecchi intenti ad altro, se poi un tir ti spiana, ecco i lai di parenti & amici: amava la vita! era solare! omicidio stradale!

-Per converso: seguo con lo sguardo anzianissima e sgangherata col girello. Si accosta a una bici al muro, piega il girello e lo mette nel portaoggetti, poi inforca e parte a un metro all’ora. In Sicilia augurano: ‘u Signuri t’accumpagna!

BUIO

-Ora legale/solare? Fa buio alle 16,30 e occorre accendere la luce un’ora prima. Mi sfugge dove sia il risparmio…

-Ma c’è qualche film italiano in cui non ci sia Toni Servillo? Lui, Favino e Scamarcio sono gli unici tre che lavorano, su migliaia e migliaia di attori italiani. Boh.

-Leggendo un saggio su Parvus vedo che Lenin, Trockij e compagnia brutta non hanno lavorato un sol giorno nella vita, ma avevano sempre le tasche piene di soldi di benefattori della rivoluzione. I cattolici che hanno soldi, invece, i soldi se li tengono o li danno al solito prete che assiste i soliti tossici o i soliti africani. E poi si chiedono perché perdono sempre…

8mld

-8 mld. Cifra inverificabile perché ci sono Stati che gonfiano sia per avere aiuti (i.e. soldi) sia per spaventare i vicini («il numero è» anche «potenza»). Per il resto, ecco il meccanismo: per fame, tutti vogliono abitare in città. Per esempio, l’Egitto: tre quarti deserto, metà egiziani ammassati al Cairo. Così il filantropo si affaccia alla finestra e sentenzia che siamo in troppi.

-Le scarpe e i sudamericani. Scarpe di plastica colorate, dette sneakers. Costano uno sproposito rispetto al materiale, ma davanti alla vetrina vedi torme di immigrati hip-hop estasiati. Ogni tanto escono dal negozio con tre o quattro sporte. De gustibus (si fa per dire)…

ARSLAN

-«Nella primavera del 1915, pochi giorni prima dell’inizio del genocidio degli armeni, in una piccola città del centro dell’Anatolia una ragazza di 23 anni che si chiama Aghavnì, esce di casa con il marito e i due figli, un bambino di sei anni e una bambina di due. Nessuno li vedrà mai più». E’ il lancio del nuovo libro di Antonia Arslan, famosa per “La masseria delle allodole”. Titolo: “Il destino di Aghavni” (Ares, pp. 120, €. 15).

CLIMA(TERIO)

-Bezos dona $ 124mld per il clima. Ho personalmente conosciuto certi ricchissimi che erano stati sui banchi di scuola meno di Greta. Nella vita sapevano fare una cosa sola: i soldi. Però, poiché nel mondo americanizzato comandano i soldi, vedete da soli in che mani siamo.

-Milano, Ambrogino d’Oro a Giussani e Cappato. E pari siam.

-Patetici giornalisti. E’ un anno che titolano: Putin isolato, Lo zar ha un tumore, A breve un colpo di stato, E’ sconfitto, Di tumori ne ha tre. E via augurando. Povera gente, non so se mi fanno pena o schifo.

ITALIANI

-Vedo che il tenore Bocelli, da buon italiano, anche lui tiene famiglia…

-Continuano a fare film su Diabolik ma, chissà perché, si ostinano a non truccare le sopracciglia del protagonista. Mah…

-Ci sono alcuni ultraottantennì che quando finalmente moriranno stapperò lo spumante. Ma stanno così bene, coi soldi nostri, che temo di morire prima io…

BYKES

Su Ilgazzettino.it del 10.11.22 leggo questo titolo: «Carreggiate occupate, liti e aggressioni: i cliclisti invadono i colli, scatta la tolleranza zero». Parla degli amatoriali. Che, specialmente il sabato e la domenica, si scatenano su strada. Chi mi segue sa quanto li ami. Tolleranza zero? E come? La polizia dovrebbe distogliere uomini per occuparsi di queste teste gloriose? Faccio solo notare che tutti gli altri sport non rompono le scatole al prossimo…

INFLU

-Il fatto di avere avuto, da piccolo, l’Asiatica, mi ricorda che, a memoria d’uomo, non c’è mai stata epidemia influenzale che non sia venuta dalla Cina (fin dalla famosa «peste antonina» che iniziò il declino dell’impero romano). Pensate quanti soldi il mondo risparmierebbe se, individuati opportunamente i siti tramite l’intelligence, li si radesse una buona volta al suolo con droni ben guidati. Ovviamente il risparmio sarebbe per le imprese e l’amministrazione (niente giorni di malattia), mica per l’industria farmaceutica (la quale, di influenze, se ne augurerebbe tre l’anno).